Un saluto a tutti gli amici di Rufus, un grazie particolare a Stefano e Otero che mi hanno offerta la possibilità di essere a bordo in questa memorabile giornata di regata per sostituire l’ amico Carlo a letto con la febbre. Una giornata ( anzi due visto che il sabato le condizioni erano molto simili anche se con vento più intenso ) che ancora una volta ci ha ricordato che non si finisce mai di imparare, specialmente in mare.
Sicuramente il vento, un NNE instabile con bassi e alti tra i 14 e i 23 nodi, non ci ha aiutato domenica nella scelta del piano velico ottimale.
La maggior parte della flotta, ad eccezione di pochi equipaggi che hanno optato per genoa e randa con una mano di terzaroli, ha comunque scelto fiocco e randa non terzarolata . Forti di questo dilemma e pensando anche a un aumento del vento, a circa 10 minuti dalla partenza (vento ormai intorno ai 18 nodi) abbiamo deciso per il fiocco bianco, sostituendo quindi al volo il genoa in kevlar chiaro ( quello comunemente usato per venti medi e deboli ) .
Questo cambio di vela di prua un po in ritardo e ormai in prepartenza di regata ci ha leggermente scombussolato e ci ha fatto, a mio avviso , partire con circa 3 minuti di ritardo senza capire bene i segnali e i tempi di partenza.
Bella la prima bolina, con deciso recupero sugli avversari diretti ; arrivo in boa mura a sinistra, bella virata al fulmicotone sulla barca sopraggiungente mura a dritta , si passa tra le urla dell’ altro equipaggio ( ovviamente del tutto pretestuose e inopportune … ) , si passa la boa e si issa lo spinnaker; vento intorno ai 18 – 20 nodi e dopo qualche “ tribolamento “ per sincronizzare equipaggio e andatura si comincia a navigare sopra i 9 nodi .
Qui viene il bello : il fiocco, ormai ammainato, per la rottura dell’ elastico che lo ferma sulla battagliola, finisce in acqua dove viene tutto immediatamente “ risucchiato “ ; tre persone a prua iniziano la battaglia per il recupero, che si preannuncia subito impegnativo .
Immediata la perdita istantanea di velocità, ma soprattutto enorme difficoltà di mantenere rotta e soprattutto il controllo dell’ imbarcazione; quando dopo qualche minuto Federico , al timone, strilla che Rufus non sente più il timone , molliamo scotta e braccio e recuperiamo lo Spi.
Intanto a prua riescono a recuperare il fiocco , e baldi e speranzosi issiamo nuovamente lo Spi; non l’avessimo mai fato, passa un minuto e si rompe la drizza all’altezza dell’impiombatura.
Insomma , tutto sembrava contro di noi in questa lunghissima poppa………..
Non ci perdiamo d’animo, ammainiamo lo SPI e issiamo e tangoniamo il genoa in kevlar scuro
( il vento era anche leggermente calato ) e via verso la boa , per affrontare la seconda bolina.
Sulla seconda bolina il vento , ora nuovamente rinforzato, ci ha costretto spesso a scarrellare e sventare randa, ma tutto sommato abbiamo mantenuto una discreta velocita , e abbiamo poi deciso di affrontare la seconda poppa sempre con il genoa tangonato ( velocità intorno ai 7 – 7,5 nodi ).
Ora , al di la della cronaca, qualche considerazione e la lezione sulle nostre disavventure :
- le piccole cose non vanno trascurate; sia l’elastico che la impiombatura della drizza SPI erano visibilmente usurate e andavano sostituite prima della regata; ovviamente dovendosi prima o poi rompere, quelle di ieri erano le condizioni ideali
- gestire cambi di fiocco richiede dei tempi tecnici e un equipaggio rodato
- gestire lo SPI con 20 o più nodi di vento richiede ugualmente un equipaggio “ ben “ rodato
- servirebbe un altro fiocco per coprire un range forza 4 – 5
Mi permetto una ulteriore piccola nota: issare e regolare la randa ( drizza, base, cunningum, etc) richiede sempre più tempo di quanto previsto ; la manovra andrebbe iniziata un po prima.
Per quello che mi riguardo mi sono veramente divertito e spero lo stesso per tutto l’equipaggio.
Ripeto, ogni esperienza in barca accresce il nostro personale bagaglio; quello che viviamo in prima persona non ce lo toglie più nessuno, altro che leggerlo o sentirlo raccontare…….
C’erano diverse persone in ruoli nuovi e con poca conoscenza della imbarcazione ; a loro un particolare plauso per avere sempre mostrato determinazione e concentrazione.
A prua un grande Enrico come sempre non tradisce mai, anche se quando siamo tornati in porto sembrava “ leggermente “ provato.
Federico conferma la sua grande concentrazione al timone, ottima conduzione e grande attenzione alla velocità e ai salti di vento.
Last but not least Otero: in tutte le situazioni di emergenza ha sempre dato grande sicurezza all ‘ equipaggio, e contribuito in prima persona a una rapida soluzione.
Ha sempre motivato tutto l’equipaggio, cercando anche a fine regata di consolare tutti per la prestazione un po sottotono; strilla pure meno, anzi mi sono un po’ preoccupato perchè su alcune cose si è incazzato poco ( strano ma vero…… ) ; starà mica invecchiando …….
Anche come tattico lo vedo lanciato, purtroppo il susseguirsi di eventi nella giornata di ieri ha sicuramente stravolto la sua conduzione di regata.
Debbo dire, che, con quelle condizioni e un equipaggio ancora da formare , Otero ha fatto una gran lavoro; abbiamo terminato in modo onorevole la regata, nessuno si è fatto male, nessuna vela si è rotta o persa e la imbarcazione è intatta ; non mi sembra affatto poco.
Per quello che mi riguarda, spero di aver dato il mio contributo e ovviamente ringrazio tutto l’equipaggio.
Ciao a tutti e un arrivederci alla prossima .
Robertone


