REGATA DIFFICILE

Prova impegnativa per RUFUS condotto dal buon Gruppo A con la seguente formazione: Andrea e Cristiana a prua, Zelindo centrale, Andrea e Giacomo alle scotte, Luigi alla randa, Stefano al timone e Paolo alla tattica. Special Guest Dario che si è rivelato determinante in un paio di situazioni e che ringrazio di essere venuto a nome di tutto l’equipaggio.

Usciti da S.Marinella la scelta della vela di prua si rivela subito un dilemma: il vento dai 10 ai 13 nodi rinforzava a volte a 15-16 nodi, limite massimo per il genoa leggero.

Arriviamo sul campo di regata, issiamo la randa e nel frattempo il vento ruota a destra e si stabilizza intorno ai 210 gradi aumentando l’intensità fino ai 18 nodi. La scelta di issare a prua il genoa medio e immediata. La barca è ben bilanciata e risponde bene alle manovre.

Decidiamo di scegliere la parte destra del campo e fare quindi la partenza in barca giuria. Al suono del segnale preparatorio lasciamo la linea di partenza e ci dirigiamo per circa un paio di minuti sul lato destro della linea; strambiamo per tornare indietro e troviamo molte barche che, a differenza delle altre volte, non scorrono sulla linea ma tendono ad orzare e quindi a chiudere ogni piccolo buco. Scendiamo ancora un poco sottovento, cercando quel poco spazio per infilarci, ma le barche che risalgono ci spingono fuori. A 10 secondi dalla partenza riusciamo a trovare un buon varco ma una barca non ci da la giusta precedenza e decidiamo di non rischiare effettuando un 360 per riposizionarci e ripartire mure a dritta, ma stavolta con una decina di secondi di ritardo dallo start.
Nonostante le difficoltà a conti fatti non siamo partiti male: siamo liberi, veloci, mure a dritta e incrociamo davanti a molte barche che hanno scelto le mure opposte.

Durante la bolina ci spostiamo sulla parte destra del campo, quasi al limite del quadro e, nella virata per andare in lay line soffriamo un po’ perché non eravamo sicuri di prendere la boa che poi invece abbiamo girato tranquillamente.

Un ritardo della prua ci fa poggiare senza spi, che viene issato solamente pochi minuti dopo, per buona sorte dei nostri diretti inseguitori.

Durante la poppa cerchiamo di manovrare al meglio lavorando costantemente sulla scotta e sul braccio dello spi e, contemporaneamente, sulla randa. E’ un lavoro molto difficile ma ci permette di vedere lo spi da un’altra visuale: non è più la piega della balumina il segnale per cazzare lo spi, ma è la forma stessa dello spi che va osservata sia dal tailer della scotta che del braccio. Se le due bugne si avvicinano vuol dire che lo spi va quadrato e che la scotta va mollata e viceversa. Lo spi è un “animale” che vive e vegeta davanti la prua della barca muovendosi costantemente. Stiamo imparando ad addomesticarlo!!!

Arriviamo in boa di poppa e nel frattempo il vento è calato e chiamiamo un cambio vele per il genoa leggero. Buona la risposta dell’equipaggio

Giriamo la boa e risaliamo su di bolina con le mure a sinistra. Questo bordo non è affatto facile a causa dell’onda che abbiamo di prua; tuttavia è un bordo obbligato e teniamo duro. Anche stavolta privilegiamo la destra del campo e ci spostiamo sulla parte destra, quasi al limite del quadro e rientriamo come nella prima bolina sulla lay line, stavolta un po’ più alti perdendo un po’ d’acqua.

Bear Away in boa, giù genoa e via a strambare quasi subito; buono il lavoro con lo spi e in boa ci regaliamo ancora due strambate per coprire un paio di avversari. All’arrivo chiudiamo al 38° posto.

A questo punto la classifica è condotta, temporaneamente, dal GRUPPO A con 70 punti e con una prova in più, e il GRUPPO B segue a 50 punti.

La regata pre-natalizia del 16 dicembre sarà quella decisiva per il Gruppo B per provare a recuperare lo svantaggio.

Buon vento
Stefano