Partire bene significa aver fatto già metà dell'opera. Significa navigare su un vento completamente pulito, significa poter scegliere liberamente il bordeggio di bolina. La pre-partenza in questi casi è fondamentale. Occorre fare delle scelte che nascono già nel momento in cui issiamo la randa e ci mettiamo controvento. In questa fase dobbiamo andare a rilevare l'angolo del vento per poi confrontarlo con quello che troveremo più avanti sulla linea. In questo modo, avendo preso due rilevazioni in momenti differenti, potremo iniziare a ragionare se il vento mostra una certa stabilità o, invece, una certa tendenza a girare a destra o sinistra del campo. Scelta che dovrà essere chiara per decidere se partire a centro linea o all'estremità. Ma andiamo per gradi.Una volta issata la randa, messo a segno la drizza e la base ci dirigiamo sulla linea di partenza. A questo punto cominciamo a scorrere sulla linea al traverso e rileviamo i gradi dell'allineamento (rilevamento A). Una volta segnato anche l'allineamento controlliamo la direzione del vento fermandoci con la prua nella sua direzione (rilevamento B). Questo è il momento in cui capiamo se l'allineamento è buono, ovvero se la differenza tra A e B è esattamente 90 gradi. In caso contrario una estremità della linea sarà sopravvento rispetto all'altra e quindi più “vicina alla boa” e favorevole in partenza.
Cosa fare quindi? Presentarsi sul lato favorevole mure a dritta in realtà è molto semplice, ma non saremo i soli a volerlo fare. Occorre quindi osservare come si dispone la flotta, farsi un'idea della zona dove si vuole partire e rimanere lì intorno. La velocità della barca in questi casi è fondamentale (e quindi il ruolo del Tailer) e tutto è naturalmente influenzato dall'intensità del vento.
Per cercare una partenza sulla linea,veloce, liberi da sopravvento un'idea potrebbe essere quella di presentarsi in partenza quando mancano un paio di minuti o anche meno, cominciare a scorrere sulla linea cercando di non far fermare la barca e cercando, soprattutto, di guadagnare spazio sottovento, per poter poi poggiare, accelerare e orzare per tirare su la prua.
Gli ingaggi in questo momento saranno frequenti ma occorre imparare a liberarsi, poggiando e orzando successivamente. Mentre poggiamo andiamo ad occupare uno spazio sottovento che poi lasceremo libero nel momento in cui orziamo. Sarà questo spazio che ci siamo creati che ci darà la possibilità di accelerare nella orzata successiva. Scorrere sulla linea, controllare la velocità e creare lo spazio sottovento sono quindi le condizioni per un'ottima partenza.
Ma quando dovrò orzare? Fino a quanto? Sarà il Prodiere in questo caso che indicherà le distanze dall'allineamento. Orziamo fintanto che non rimaniamo a circa una lunghezza sottovento e poi poggiamo nuovamente per accelerare e creare il nuovo spazio sottovento. Con la poggiata stiamo creando le basi per la nostra futura partenza, potendo così accelerare, far ripartire la barca, orzare e tirare su la prua tra i primi.
Fate i bravi e partite bene!
Buon vento
Stefano

Nessun commento:
Posta un commento
Lascia un messaggio!